Psicomotricità: l'attività motoria e mentale

La psicomotricità per bambini

La psicomotricità è una scienza che studia l'attività motoria dal punto di vista psicologico. Obiettivo della psicomotricità è approfondire, esaminare e teorizzare l'interazione tra il corpo, inteso dal punto di vista di movimento biologico. Un atto psichico che da individuale diventa sociale.

Il termine "psicomotorio" fu usato per la prima volta intorno al 1870, per indicare le regioni della corteccia cerebrale vicine alle aree propriamente definite motorie, dove si ipotizzava avvenisse l'unione tra movimento e immagine mentale.

Storia della psicomotricità. Come nasce?

La psicomotricità è nata in Francia, dove ha preso vita sin dai primi anni del '900. I francesi avevano intuito che il movimento corporeo poteva essere collegato al pensiero e dunque poteva diventare uno strumento per colmare e risolvere determinati blocchi cognitivi o relazionali, anche connessi a handicap particolari.

Da questo punto ha preso il via un nuovo modo di concepire il corpo e i suoi movimenti: da una ginnastica "militare" eseguita solo per far irrobustire il corpo, si è passati a una ginnastica "armonica", in grado cioè di tenere conto dei bisogni sia fisici sia anche alle necessità mentali e interiori. Nel periodo tra gli anni '50 e gli anni '70 un notevolissimo impulso alle pratiche psicomotorie fu dato dal neuropsichiatra Julien de Ajuriaguerra, soprattutto in ambito terapeutico, con il "Manuale di psichiatria del bambino".

Questo testo è un'opera teorico-metodologica che costituisce la prima "carta" della psicomotricità o più propriamente della "terapia psicomotoria". L'individuo non è più inteso come un insieme di parti separate e scollegate tra loro ma come un insieme di elementi (psiche, corpo, affettività...) che possono crescere e svilupparsi in armonia.

I vantaggi della psicomotricità

L'attività psicomotoria consente di mettere in moto contemporaneamente corpo, emozioni e pensieri in maniera fluida. Il bambino è posto nella condizione di sviluppare una consapevolezza del proprio corpo in relazione all'altro e all'uso degli oggetti.

L'obiettivo è di permettergli di esplorare, sperimentare e approfondire la propria relazione col mondo che lo circonda nella direzione di uno sviluppo psicofisico armonioso.

Per fare questo esistono esercizi appositi, ad esempio quelli finalizzati ad acquisire lo schema corporeo. Questi esercizi comprendono la percezione globale del corpo, della sua unità, della sua posizione nello spazio, ma anche del movimento dei singoli arti in relazione di ciò che lo circonda.

Lo strisciamento a terra e la marcia carponi ad esempio, possono essere esercizi utili allo scopo: il bambino si trova a fare movimenti nuovi, che solitamente gli sono proibiti dall'adulto, conoscendosi e iniziandosi a muovere in modo coordinato.

Coordinazione mentale ed equilibrio del corpo

La coordinazione e l'equilibrio sono i successivi insegnamenti importanti per la crescita del bambino. Il criterio è lo stesso attuato per lo schema corporeo, ma in questo caso si fa maggiore appello all'interiorizzazione e all'organizzazione mentale. Gli esercizi permettono qui di acquisire la padronanza del meccanismo del gioco, la padronanza del corpo e dello spazio gestuale e sono, ad esempio: passaggi della palla da una mano all'altra, lanci con rotazioni, prese e rinvii da sotto le gambe, in cerchio, rimbalzi mentre si salgono o scendono i gradini ecc...

Oltre agli esercizi sulla coordinazione, ne esistono altri non meno importanti come il rilassamento, che favorisce l'affinamento del gesto, sciogliendo tensioni muscolari e facilitando l'elaborazione dell'immagine corporea. Un altro esercizio è l'elaborazione grafica del fatto fisico: la scrittura, il disegno, la rappresentazione del gesto compiuto. Qui ci vengono in aiuto una semplice lavagna, o semplicemente segni lasciati sulla sabbia. In questo modo si prende consapevolezza anche dell'errore e del fatto che uno sbaglio non è motivo di punizione, bensì veicolo di apprendimento.

Il bambino ha una buona relazione con il mondo degli oggetti quando acquisisce un buon schema corporeo e, conseguentemente, non ha alcun problema con il mondo esterno e con la sua manipolazione. La pratica psicomotoria è dunque importante per far si che si sviluppano sane interrelazioni tra l'essere umano e tutto ciò che lo circonda, siano queste cose, altre persone, sensazioni, azioni e reazioni.






Documentazione:

Ecco alcune immagini di attività psicomotorie

Costruire dei castelli di gommapiuma è un utile esercizio psicomotorio
Piscine di palline, uno dei giochi più amati dai bambini
Le costruzioni sono un formidabile gioco mentale e creativo

Approfondimenti

Cerchi altre informazioni sulla psicomotricità? Visita questi siti:

- Psicomotricità su Wikipedia
- Un articolo che riporta l'intervista con una psicomotricista
- Approfondimenti sull'educazione dei bambini

 


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